Un italiano su quattro ha passato i 65 anni, e ogni anno il 3,9 per cento di quello che produciamo se ne va in interessi prima che qualcuno decida qualcosa. Un Paese così sceglie la sicurezza, ed è comprensibile. Il guaio è che a vent’anni si difende già qualcosa che non si ha.
Il fine vita non si può più aspettare. La Regione si è data un termine di centoquarantacinque giorni e l’unico caso che possiamo misurare ne ha richiesti duecentonovanta.
Una classifica dice che l’Italia è ventitreesima su alfabetizzazione mediatica. Ma un quinto di quel numero è fermo al 2017, e la parte che dovrebbe misurare quanto impariamo a riconoscere una notizia falsa non esiste.