Mi chiamo Gianmarco Senna, sono di Milano e faccio l’imprenditore. Apro la mattina, firmo i contratti, pago gli stipendi. Firmo io, quindi rispondo io.
Ho cominciato in bottega. Articoli sportivi, il negozio di una parte della mia famiglia. Bottegai, non commercianti: preferisco la parola più piccola perché è la più vera, e perché dice una cosa precisa, che dietro il banco c’è il proprietario.
Dal 2001 a oggi ho aperto oltre venti attività. Oggi gestisco la Trattoria Bela Tusa e il Tusa Isola Cocktail Bar, a Milano, nel quartiere Isola.
Non sono andate tutte bene, e il motivo quasi mai è stato quello che ci si aspetta. Non erano affari sbagliati: erano modelli di business che a un certo punto sono cambiati, e noi non ci siamo evoluti abbastanza in fretta. Il mercato si era già spostato e noi eravamo ancora bravi a fare la cosa di prima. È la lezione che mi porto dietro da allora, e non l’avrei imparata leggendola da qualche parte: le formule passano, la tradizione paga sempre. Non perché sia comoda, ma perché è l’unica cosa che non devi rincorrere.
Ho passato qualche anno all’estero a lavorare, non in vacanza: mi mantenevo facendo il barman e il cameriere, accanto a ragazzi arrivati da mezzo mondo. Fuori dai contesti comodi di casa tua nessuno ti conosce e nessuno ti deve niente: vali per quello che fai ogni giorno. Lì ho imparato l’inglese: un po’ maccheronico, ma me la cavo in qualunque parte del mondo. E ho capito che il modo in cui facciamo le cose qui è un modo, non il modo.
Fare l’imprenditore vuol dire anche passare una parte di ogni settimana dentro procedure che nessuno ha mai avuto interesse a semplificare: portali che non si parlano, moduli che chiedono dati che lo Stato ha già, adempimenti che esistono solo perché nessuno li ha cancellati.
Poi sono finito dall’altra parte del banco. Nel 2011 mi hanno eletto nel quartiere dove sono cresciuto, nel 2018 in Regione Lombardia, e per cinque anni ho presieduto la commissione che si occupa di imprese. Ci sono andato convinto di sapere già come funzionava. Ho imparato invece che la macchina non è cattiva: è lenta per costruzione, e chi ci lavora dentro la subisce quanto chi ci sbatte da fuori. Le due cose insieme cambiano il modo in cui si legge una norma.
Da lì viene questo blog.
Qui scrivo di burocrazia, impresa, fisco, intelligenza artificiale, autonomia. E di politica, perché di politica si deve poter parlare: analisi vere, senza dogmi e senza posizioni prese in partenza. Parto sempre da un fatto e non da un principio, e ogni numero porta la sua fonte. E non troverai il tono di chi ha capito tutto mentre gli altri no, perché chi la pensa diversamente da me quasi sempre sta guardando un problema vero da un’altra angolazione.
Un pezzo lungo e uno corto a settimana, in italiano e in inglese.
Se vuoi scrivermi, l’indirizzo è scrivi@gianmarcosenna.it. Leggo tutto, rispondo quando ho qualcosa da dire.
